Archive for 26 novembre 2012

Da supervaccinato a non vaccinato, storia di una nuova consapevolezza.

Con il primo figlio si fanno i maggiori esperimenti, chi più chi meno. Noi sicuramente eravamo impreparati in tanti ambiti e uno di questi erano le vaccinazioni. Non ci siamo domandati se fosse utile farle, se facessero bene, le abbiamo fatte perchè si facevano. Tutte. Anche di più. E così il mio primo bimbo è un bimbo super vaccinato. Dalla sua ha l’essere allattato a lungo, che protegge anche in questo caso ( le meraviglie del latte di mamma?) e poi un fisico forte. Protegge nel senso che le vaccinazioni fanno meno effetto ( ma non protegge dagli eccipienti, dai metalli pesanti, anche se un corpo più sano, ovviamente, affronta meglio le avversità ).

Ma allora cosa le abbiamo fatte a fare? E infatti al secondo bimbo non le abbiamo fatte per nulla, non solo perchè potrebbero non avere effetto, ma anche perchè va dato il tempo all’organismo di sviluppare il suo sistema immunitario e poi, diciamocelo, un neonato di due mesi quante delle malattie, per cui si vaccina, può prendere? Perchè i maschi devono essere vaccinati per la rosolia e le femmine per la parotite? Perchè è comodo all’industria farmaceutica, fanno un vaccino unico, ma te ne fai tre, praticamente obbligati… :-/ e intanto bombardiamo i nostri piccoli di “stimoli” inutili e dannosi.

Fatti i vaccini ad alcuni viene la febbre, l’unica forma di difesa che hanno, ma al centro vaccinazioni ti dicono di dare il paracetamolo, quindi soffochiamo la reazione e lasciamo il corpo dei nostri figli in balia del vaccino.

All’università ho studiato, sommariamente, i vaccini, ma se ne parla solo per gli aspetti “positivi”, non si fa cenno a effetti indesiderati, controindicazioni, o almeno così è stato nel mio caso. Non si parla di valutazioni benefici/rischi, di visite pre-vaccino, di predisposizioni a determinate forme allergiche o malattie. Sono utili, punto. Hanno debellato le malattie e questo basta… così dicono, ma poi ho scoperto che non è proprio così che è andata…

E allora mi domando, quando le nostre università, che formano futuri professionisti, professionisti della salute, saranno al passo con le informazioni? E libere da condizionamenti?

È proprio di questi tempi la notizia di militari ammalati a causa delle vaccinazioni selvagge; loro sono nel fior fiore dell’età, quando il corpo è forte. Sarà facile rendersi conto di cosa possano fare i vaccini su un bimbo di due mesi ( li fanno sempre prima, per comodità delle asl, credo..sicuramente non per il benessere del bimbo), un corpo in crescita, col sistema immunitario immaturo e in formazione.

Quando ho desiderato saperne di più sui vaccini, ho trovato molte informazioni in internet, ma per prendere la decisione, se vaccinare o no il mio nano piccolo, mi sono letta il libro del dottor Gava, Le vaccinazioni pediatriche.

Un po’ impegnativo, è vero, ma chiaro e con tante informazioni, una ricca bibliografia. Ci sono anche siti dedicati esclusivamente a questo argomento: www.comilva.org è uno di questi.

L’idea è: decisione informata. Non lasciamoci sempre in balia di quello che altri hanno pensato per noi.

E invece spetta proprio a noi decidere della nostra salute e soprattutto di quella dei nostri figli.

Crostini con patè di ceci neri!!!

Ringrazio tutti i 60 partecipanti alla stupenda serata organizzata da Legambiente.

In particolare tutti coloro che come me, hanno donato tempo ed energia senza risparmiarsi.

A gentile richiesta iniziamo a pubblicare le ricette della serata .

Sono a disposizione per qualunque chiarimento, consiglio o suggerimento che vorrete darmi. Ciao!!!!

 

Ingredienti: 

500 gr. ceci neri;

2 cipolle;

2 carote;

2 gambi di sedano;

250 ml di vino rosso Montepulciano ;

Pane pugliese;

Olio EVO q.b.;

sale q.b.;

Procedimento:

Lasciate in ammollo i ceci neri per circa 48 h.

Cuocete i ceci con una pentola a pressione per circa 40 minuti dal fischio.

Sminuzzate le carote, le cipolle ed il sedano.

Soffriggete le verdure e poi aggiungete i ceci  con tutta l’acqua di cottura ed una presa di sale.

Fate sobbollire per un quarto d’ora circa ed aggiungere il quarto di litro di vino rosso, che sia corposo come un Montepulciano.

Fate cuocere piano piano per circa 2 ore facendo quasi evaporare il brodo ottenuto.

Regolate di sale e frullate aggiungendo 3 cucchiai di olio extravergine di oliva.

Abbrustolite il pane sul quale poi si spalmerà il patè di ceci.

 

Una resa migliore si ottiene preparando il patè un giorno prima di essere consumato, facendolo riposare in frigorifero.

Legambiente in cucina!!

Ecologia: mangiare vegan in difesa della salute, dell’ambiente e dell’economia locale!

Tendenzialmente vegan presenta:

 

Il prezzo è a titolo di rimborso spese ed ogni eccedenza sarà utilizzata da Legambiente per finanziare una delle sue molteplici iniziative benefiche!!!!

P.S. dimenticavo….. indovinate chi sarà il cuoco?