Archive for 31 dicembre 2012

A Natale puoi…

È Natale e a Natale si puó amare di più…sarebbe bello e sarebbe bello che fosse vero anche per tutti gli altri giorni dell’anno. E sarebbe così bello, che è bello. Perché lo possiamo fare, basta volerlo. Ed è così bello che io mi impegno, giorno dopo giorno, perchè sia non solo bello, ma anche vero. Perchè chi sta intorno a me, ne senta i benefici. Perchè io stessa possa trarne il meglio! E allora oggi, che è l’ultimo giorno dell’anno, vi auguro che sia Natale anche domani e tutti i giorni a venire! Vi auguro che il nuovo anno ci renda più partecipi, più solidali, più umani, più vicini, più ecologici ed ecologisti, più rispettosi, più gentili, più sorridenti, più consapevoli, più responsabili.

Mi cito, dicembre 2010:

Tanti auguri di buon natale e un augurio speciale per un anno pulito, trasparente, onesto, ecosostenibile, riciclabile, riciclato, riciclone, colorato in tinte naturali, profumato di fiori, alberato, biodegradabile, homemade, handmade, lavabile, consapevole, equo, etico, cruelty free, empatico, socievole, disarmante, disarmato, nonviolento, pacifico, sorridente, acquoso, fertile, solare, energico, tartufato, cioccolatoso, passionale, germogliato, infantile, ingenuo….

Mi cito, confermo e rilancio :-p

Farifrittatine di ceci

Ingredienti: 

100 gr. di farina di ceci;

Olio EVO q.b.;

sale q.b.;

Procedimento:

 

Preparare una pastella amalgamando la farina di ceci con un cucchiaino raso di sale ed acqua, fino a raggiungere una consistenza simile a quella delle crepes.

Fare riposare la pastella almeno un’ora (ma se è possibile anche di più). A volte la farina durante il riposo si gonfia assorbendo molta acqua, quindi eventualmente prima della frittura, aggiungere un po’ d’acqua in modo da lasciare una discreta fluidità, non troppa però!!!.

Scaldare l’olio di oliva in un saltiere antiaderente e metterci un mestolo della pastella. Come per le crepes, conviene utilizzare una spatola o l’apposito strumento stendi-crepes  per spargere bene la pastella lungo il fondo. Dopo circa 3 minuti (dipende poi da quanta pastella si è messa, da quanto è grande il saltiere etc. etc.) appena iniziano a staccarsi i bordi, con una paletta staccare tutta la farifrittata controllando che sia fritta bene senza farla bruciare e girarla nel modo che vi è più usuale (salto, oppure farla slittare su di un coperchio piatto e poi rovesciarla ancora nella pentola, etc. etc. ).

Cuocerla bene anche dall’altro lato, ripetendo le operazioni precedenti se necessario.

Calde sono superlative, fredde vanno rivisitate, magari come ingrediente di un panino. Servitele appena pronte!

Info dalla crisi

Siamo in piena crisi economica. Ormai lo sappiamo, ma perché?

Perché tutti dicono e pensano di essere nel bel mezzo di una crisi economica. Ma sarà vero?

Nel libro CIMIT€URO, Marco Della Luna, esperto di politica economica, parla in modo semplice ed esaustivo dei perché e di come ci siamo trovati in questo particolare momento storico.

La crisi sistemica con tutte le ripercussioni negli aspetti monetari, finanziari, economici e sociopolitici, viene sviscerata nei diversi processi che l’hanno determinata.

Quest’opera è un come una bussola che aiuta a comprendere come orientarsi in un momento di confusione come questo.

Secondo l’autore, due principi contabili falsi hanno fatto cadere l’economia nel baratro dell’indebitamento, che non avrebbe ragione di esistere, in quanto quello che noi avvertiamo come crisi, in realtà è una nuova strategia dei potenti per rastrellare ancora più potere e ricchezza, lasciando gli altri in una posizione ancora più indebolita.

Ma non solo.

Per gli Stati definiti “euro deboli”, con l’appoggio di falsi alleati, si promulgano  norme coercitive, attraverso cui il capitale finanziario dell’Europa  li condanna ad una stabile depressione, privandoli di ogni residua libertà e autonomia.

In questo modo è più semplice fagocitare i loro capitali, a danno della loro capacità industriale ed occupazionale.

Diventano così comprensibili i clamorosi “errori” di politica economico-finanziaria che li hanno gettati in questa situazione di crisi, così come anche le scelte del nostro governo che, con il dichiarato intento di gestirla, in realtà hanno portato l’Italia nella condizione di non poter risollevarsi.

Secondo me è un libro da leggere con attenzione.

Una scelta controversa

Da genitore spesso mi è capitato di dover discutere, mio malgrado, oppure addirittura dovermi giustificare, della scelta di crescere vegan i bimbi.

Una delle cose più “simpatiche” che mi sono sentita dire è che faccio violenza psicologica ai miei figli, obbligandoli a mangiare diverso dagli altri.

I genitori hanno una grande responsabilità verso i figli, e fino ad una certa età questa responsabilità li obbliga a decidere per loro, tenendo conto delle loro inclinazioni, questo è scontato. Pur considerando con grande attenzioni i loro desideri,  non possiamo scaricare sui bambini una responsabilità, un compito così gravoso che non spetta loro.

Tutti i genitori fanno delle scelte e “obbligano” i propri figli a seguirle, anche chi mangia carne lo fa, anche chi sceglie le scarpe da ginnastica, la cameretta verde, le gonne, di far vedere la tv o non farla vedere.

Ogni famiglia ha i suoi valori, che ha piacere di donare ai propri figli.

Siamo cresciuti con l’idea che il diverso fa paura. Non è ciò che vorrei insegnare ai miei figli.

Stiamo cercando di insegnare loro che la diversità è un valore, che il tutti uguale non esiste neppure e se loro mangiano diverso , c’è anche quello biondo, quello robusto, quello cinese, quello che ama i lego e quello che li odia.

Abbiamo scelto di insegnare loro a mangiare bene, a nutrirsi in modo sano e gentile.

Probabilmente per non fare violenze psicologiche li dovrei mandare a pranzo da McDonald’s, ignorando il fatto che faccio loro del male per il futuro, che sto insegnando un’abitudine che si porteranno come loro bagaglio.

Quando avranno modo di scegliere, sceglieranno autonomamente; spero che le origini e le abitudini li guidino e che facciano il meglio per loro. Di più non posso fare, se non stare loro accanto e aiutarli nella scelta.

Quando si fanno delle scelte controcorrente, scelte consapevoli, ragionate, spesso bisogna confrontarsi con chi è portato a chiudersi a riccio, perché sente minata la sua stabilità.

Io, però, ho scelto per me, non impongo (e non voglio farlo) le mie scelte agli altri.

 

Insalata russa

Ingredienti: 

200 gr. di carote;

200 gr. di patate;

200 gr. di piselli;

200 gr. di cetrioli sott’aceto;

300 ml di olio EVO;

150 ml di latte di soia;

50 ml di succo di limone;

1 cucchiaio di aceto di mele;

sale q.b.;

 

Procedimento:

 

Lavate e tagliate tutte le verdure più o meno alla stessa grandezza dei piselli.

Cuocetele al vapore, in quanto è più facile ottenere una cottura al dente.

Mettetele in un ciotola e mischiatele salandole. Aggiungete poi i cetriolini tagliati nella stessa grandezza

Per la maionese, utilizzare un frullatore ad immersione. Nel bicchiere iniziare a versare i 150 ml di latte di soia, poi i 300 ml di olio EVO, poi mettere i 50 cc di limone, il cucchiaio di aceto ed un cucchiaino raso di sale. Frullare e poi regolare di sale.

A questo punto basta versare la maionese nel contenitore delle verdure e mischiare.

 

Come avrete notato, ho aggiunto una grande quantità di limone ed un cucchiaio di aceto di mele perché servono a mitigare il sapore importante dell’olio EVO. Io sono fissato con l’olio EVO e lo preferisco agli altri, a crudo però può risultare troppo forte. Nulla vieta l’impiego di altri prodotti, tenendo presente che dovrete sperimentare le quantità di limone ed aceto da mettere, sicuramente in quantità minori rispetto a quelle riportate in questa ricetta.

Una resa migliore si ottiene preparando il tutto un giorno prima del consumo, facendo riposare l’insalata russa nel frigorifero.

Cartoline da Copenaghen