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Grigia di Torriana: a noi due!

 

 

 

 

Ho passato la maggior parte della mia vita sfuggendo alle mele (onnipresenti alla tavola della nonna, da gennaio a dicembre :-D  ), perché

a me non piacciono le mele.

Questo è ciò che ho pensato fino a quando non ho assaggiato delle mele vere, di qualità meno commerciali, saporitissime, che vengono da produttori locali.

E la Grigia di Torriana è la mia preferita, una renetta, pare adatta al consumo da cotta.

Io la mangio rigorosamente cruda ( con le mele cotte non ho ancora risolto il mio passato burrascoso :-) , a meno che non siano all’interno di uno strudel o di una torta! :mrgreen: ).

È croccante, compatta, dolce, sugosa, aromatica, una delizia…

Ma allora posso mangiare le mele!

Ad onor del vero, ho potuto apprezzare anche altre qualità, tra quelle della zona, e la differenza con quelle gialle (qui, non la vedete, ma ho la faccia inorridita :mrgreen: ) che si trovano nei supermercati tutto l’anno, magari pure farinose, è enorme!

La differenza la fa la qualità della coltivazione, la provenienza biologica, la scelta di produrre antiche varietà e di conseguenza antichi e diversi sapori. Antichi, sì! ma

nuovi per chi non ha avuto la fortuna di provarli prima.

Mi piace rendere onore a chi fa il proprio lavoro con passione e ci tengo a sottolineare che la svolta nella mia relazione con le mele :-) è avvenuta grazie all’azienda agricola il carlin di poum, che, tra parentesi, in primavera ha anche delle fantastiche ciliegie…ma di ciliegie non parlo più perchè mi devo tenere la voglia ancora per qualche mese!  :mrgreen: